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martedì 8 dicembre 2015

In attesa del Natale..


Il titolo parla da se... 
Mancano pochi giorni al Natale.. Giorni di delirio puro, l'avvento e' un periodo stressante:  file interminabili nei negozi per comprare i regali, la ricerca del regalo perfetto, la stesura del menù della vigilia, le prove tecniche dei piatti che volete servire, l'inesorabile "cerchiamo di mangiare poco in questo periodo che ci aspettano giorni e giorni di tavole imbandite" , 1000 cene prenatalizie ...  
Cosa resterà del nostro girovita? 
Anzi, cosa si aggiungerà e' il verbo giusto.. 
Questa che vi proporrò oggi è una ricetta un po' più leggera, rispetto alla classica "penna al salmone" .. Non uso quasi mai la panna, credo che esistano degli ottimi sostituti.. Inoltre, è' una proposta molto valida anche per la vigilia o capodanno, ed è' velocissima! 

Penne al salmone (x 2 persone) 

140 gr di penne 
2 panetti da 80 gr di formaggio spalmabile, tipo Philadelphia 
200 gr di salmone affumicato 
Erba cipollina 
Sale 
Pepe 



Mettiamo a bollire l'acqua per la pasta.
Nel frattempo, in una pentola antiaderente facciamo sciogliere i panetti di formaggio allungandoli con l'acqua di cottura, aggiungiamo il salmone tagliato a striscioline e l'erba cipollina sminuzzata. 
Cuociamo la pasta, cottura al dente, scoliamo, facciamola saltare nella padella con il condimento e serviamo.. 





lunedì 7 dicembre 2015

Il paté..

Il paté di fegato e' una di quelle cose essenziali per la mia sopravvivenza..  È' un piatto che però la maggior parte delle volte non viene capito.. Un po' come noi gemelli.. 
Quando vado in montagna ci faccio addirittura colazione.. Pane nero con mega strato di paté... Questa è vita! 
Se tutti gli hotel li servono per colazione, evidentemente ce ne sono altri come me!
Meglio che non vi dica altro di queste mie colazioni... Come ho detto prima, non sarei capita..  
Il paté di vitello più buono che abbia mai assaggiato lo fanno al ristorante Pinin, vicino Malpensa.. Vi consiglio fortemente l'antipasto della casa e il risotto funghi e champagne..chiedete dei camerieri Giuseppe e Pasquale.. 
Ma devo dire che anche al Panino giusto non si scherza un cazzo.. Settebello tutta la vita... 
Quando l'altro giorno al corso lo chef ci ha dato la ricetta, sono diventata Ale ragazza mangiona e felice...e' uguale uguale a quello del Pinin, dovevo rifarlo.. 

Paté di fegato di vitello alla cannella (1 ciotolina) 

200 gr di fegato 
100 gr di burro 
1/2 scalogno 
1 cucchiaino di cannella 

Tritare finemente lo scalogno e farlo appassire con 20 gr di burro.. Aggiungere il fegato tagliato a striscioline, a cui avremo tolto l'eventuale parte grassa. Facciamo cuocere per 20 minuti. 
Mettiamo il tutto nel mixer e tritare, aggiungendo, se serve, un po' di acqua.. 
Far sciogliere 80 gr di burro a bagnomaria, aggiungere il fegato tritato e far cuocere il tutto per 10/15 minuti, continuando a mescolare, aggiungere la cannella, salare e pepare. 
Metterlo in una ciotola e farlo riposare per 30 minuti in freezer o per qualche ora in frigorifero.. Servire con crostini di pane.. 


Sant'Ambroeus.........e una perfetta crema pasticcera nutellosa....

Oggi è il 7 dicembre... per noi milanesi è il giorno in cui si allestisce la casa, il terrazzo, l'intero palazzo per Natale...
Ho sempre pensato che "fare l'albero" fosse una bellissima occasione per riunire tutta la famiglia attorno a questo simbolo natalizio, fin da piccola ho sempre avuto più appuntamenti come "allestitrice di alberi natalizi"... prima lo facevo a casa e poi andavo dai nonni ad aiutarli...ora, siccome a casa mia o usciamo noi o facciamo entrare l'albero, mi è rimasto solo quello dei miei... solitamente, a parte quest'anno ovviamente...
E' divertente vedere come ci si dividano i compiti: io  sono l'addetta alle palle insieme a mia madre, il lavoro più duro, soprattutto perchè ti devi continuamente abbassare ed alzare, mio padre, invece, ha la parte più tecnica...le luci...e, poi, c'è Gilda che fa l'osservatrice ufficiale...
Quello dei miei nonni era sicuramente il più divertente da allestire...partendo dal presupposto che a casa loro non si buttava e non si butta un cazzo, mia nonna aveva delle vere e proprie palle e luci d'annata...
Si iniziava mettendo le 1500 palline, che l'una con l'altra non c'entravano nulla, ma ai tempi non andavano di moda gli alberi a tema colore...c'era un intero campionario di colori Caran D'Ache su quell'albero...poi, mio nonno procedeva con la prova di circa 10 fili di luci, 5 su 10 non andavano mai... molte volte è scattato anche il salvavita talmente erano vecchi...ma era il bello di fare l'albero con loro... 
Luci messe, filoni mezzi spennacchiati dorati, argentati, fucsia, verdi, blu...per non farci mancare nulla... ed ecco che siamo arrivati alla parte più importante, e qui entra in gioco mia nonna...
Dovete sapere che la nonna Carolina che, come ho già detto non butta via nulla, conservava i fiocchi dei regali degli anni passati, compresi di chiudipacco, e tutti gli anni li metteva sul suo albero...così ad cazzum proprio...questa era la particolarità di quell'albero che non dimenticherò mai...un allestimento di circa mezza giornata...e non è finita qui...
Ogni lampadario aveva il suo penzolante augurio natalizio...e poi, le luminarie sul balcone...
Mio nonno, non so se si era capito, era un vero e proprio cultore delle luci natalizie...quindi, c'era la doppia fila  multicolor su tutto il balcone, con giochi di colore completamente sfalsati l'una con l'altra e, poi, ci sono state annate fortunate in cui potevate vedere una bellissima candela contornata da un agrifoglio tutta illuminata...annate fortunate, perchè la maggior parte delle volte cadeva dal balcone e li partivano parolacce che non erano proprio a tema natalizio....quanto mi mancano quei momenti, ogni volta che arriva questo periodo, per quanto io adori il Natale, soffro in silenzio...e quando si soffre, la Nutella  è ciò che ci serve...

Crema pasticcera alla nutella

1/2 l di latte 
2 tuorli
100 gr di zucchero
25 gr di farina
30 gr di fecola
3 cucchiai abbondanti di Nutella

Facciamo intiepidire il latte.
In una ciotola a parte uniamo le uova allo zucchero, alle farine rigorosamente setacciate (ricordate, niente grumi nella pasticcera perfetta) e infine aggiungiamo la nostra Nutella (meglio se la mettete prima a bagnomaria, così si ammorbidisce un pochino).
Amalgamiamo bene il tutto ed aggiungiamo il latte a filo.
Rimettiamo il composto sul fuoco basso e mescoliamo finchè non si addenserà.
Perfetta con qualsiasi torta, biscotti, ma anche da mangiare a cucchiaiate direttamente dalla pentola......



domenica 6 dicembre 2015

Conigli domenicali..

Il pranzo della domenica è' quello a cui ti puoi dedicare con più calma.. Hai più tempo, rispetto agli altri giorni in cui ti devi inventare una cena pronta in 20 minuti, quindi davanti al banco carne puoi sbizzarrirti con i tagli con cottura più lunga..
Se siete vegetariani, non è il post che fa per voi.. Ma spero non ve la prendiate... 
La mia scelta questa settimana è caduta sul coniglio.. Una carne che mi ricorda sempre tantissime cose.. Come lo cucina mia nonna, ad esempio.. Ma, soprattutto, mi ricorda i miei viaggi in Sicilia.. Mio zio Armando alleva conigli, ha del terreno in campagna, mentre mio zio Giacono faceva il rappresentante di formaggi.. Ecco, ora dovreste immaginare un'Ale in aereoporto con una valigia piena di ogni ben di Dio.. Ricotta salata, conigli surgelati, calzoni ripieni di spinaci, arancini, cannoli, pecorini..
La fortuna di avere origini del sud.. 
L'altra parte principale della ricetta di oggi, invece, è' il mio vino preferito in assoluto.. Il Chianti.. 
Un sorso di Toscana in un piatto così buono.. 

Coniglio al Chianti (x2 persone)

Mezzo coniglio porzionato
1 bicchiere di Chianti 
Salvia 
Rosmarino 
Olio
Scalogno 
Farina 

Facciamo un soffritto con olio e scalogno, nel frattempo infariniamo il nostro coniglio da entrambe le parti. 
Facciamolo rosolare nell'olio a fiamma alta da una parte all'altra, abbassiamo il fuoco, aggiungiamo il bicchiere di Chianti. 
Facciam cuocere il nostro coniglio a fuoco lento per circa un'ora, aggiungendo se serve del brodo vegetale, girandolo da parte a parte gli tanto,  salare e pepare alla fine.  




sabato 5 dicembre 2015

Ahhh... Paris... Paris...


Il mio amicino Mirko è' a Parigi.. La città più bella che abbia mai visto... Nonostante tutto quello che è successo ultimamente, io non so cosa darei per essere lì.. Mi perderei in tutti i negozi degli Champs Elysees, nelle pasticcerie, nei magazzini Lafayette... Mio Dio.. Magazzini Lafayette... Lì la gemelli che è in me è' nel suo habitat naturale.. La sensazione che si prova è più forte di quando entriamo in Rinascente.. Ogni brand, ogni piano è' un grave pericolo per il nostro conto corrente.. Per non parlare dei Magazzini Lafayette Per la casa... Ho davvero rimpianto di non essermi portata un bagaglio da stiva..


Mi strafogherei di Camambert, Foie gras e macaron.. Mi incanterei a guardare gli artisti di Montmartre e la vista su Parigi dal Sacro Cuore.. Ma, soprattutto tornerei al Louvre.. Un posto indescrivibilmente stupendo.. Tra una Gioconda ed un Amore e Psiche ti passa mezza giornata.. Immersa nell'arte vera e propria, nuda e cruda..  Lo devi vedere almeno una volta nella vita.. 


Quindi, presa da questi ricordi parigini, ho deciso di fare un Flan Parisien.. Una torta superlativa, soprattutto se siete fan della crema pasticcera.. 

Flan parisien 

1 rotolo di pasta sfoglia 
5 tuorli 
200 gr di zucchero 
50 gr di farina 
50 gr di fecola 
1 l di latte 
250 ml di panna fresca 
1 cucchiaio di aroma ai fiori d'arancio 

Stendiamo la pasta sfoglia in una teglia, bucherellandola con una forchetta. 
Mettiamo sul fuoco una pentola con i tuorli e lo zucchero, mescoliamo con una frusta.. Aggiungiamo fecola e farina setacciate, continuiamo a mescolare. 
Versiamo il latte e la panna a filo, mescoliamo, mescoliamo, mescoliamo.. 
Vi dico già che prima che si addensi la crema, passeranno almeno 10 minuti.. Minuti in cui non dovrete smettere di mescolare con la frusta sempre nello stesso verso.. 
Quando si sarà addensata, aggiungiamo l'aroma ai fiori d'arancio e incorporiamolo al composto. 
Versiamo la nostra bellissima e profumatissima crema all'interno della teglia con la sfoglia. Sistemiamo i bordi e informiamo a 160 gradi ventilato per 45/50 minuti. 









venerdì 4 dicembre 2015

Girelle biscottate


I biscotti sono la cura per tutti i mali..
Non so gli altri miei simili gemelli, ma io questa settimana ho accusato pesantemente il mio ottavo posto nella classifica di Paolo Fox.. Non credo che la mia mente si sia mai fermata un secondo, era un groviglio di cavi ad altissima tensione.. 
Ma sono sopravvissuta.. O per lo meno, sono arrivata a venerdì, e già non è poco.. 
Per festeggiare mi faccio dei biscotti.. La cura per tutte le anime libere come me.. 

Girelle di farina integrale al doppio gusto 

140 gr di farina integrale 
150 gr di farina 00
200 gr di burro freddo 
100 gr di zucchero 
1 uovo 
1 cucchiaino di lievito 
1 cucchiaino di cannella 
40 gr di cacao in polvere 

Uniamo le due farine, facciamo la nostra fontana, burro freddo a tocchetti in mezzo. 
Lavoriamo il burro con le farine, quando avremo un impasto sabbioso, aggiungiamo lo zucchero e il lievito. 
Disponiamo la farina a fontana di nuovo, mettiamo nel mezzo l'uovo e incorporiamolo all'impasto. 
Dividiamo il composto in due e mettiamolo in due ciotole, in una aggiungiamo il cucchiaino di cannella e nell'altra il cacao. 
Incorporiamo gli aromi , formiamo due palle e mettiamole a riposare in frigorifero per mezz'ora. 
Tra due fogli di carta da forno, stendiamo la frolla alla cannella, e poi quella al cioccolato.. Mettiamole una sopra l'altra e arrotoliamole insieme.. Tagliamo il nostro rotolo a 1 cm per biscotto. 
Inforniamo a 180 gradi per 15/20 minuti. 
Se volete fare una buona azione, portateli ai vostri vicini.. Io oggi mi sentivo buona.. 
Share the food.. 




giovedì 3 dicembre 2015

T_imballo


Ieri sera al corso abbiamo preparato il piatto più buono del mondo.. 
Una creazione dello chef a cui, inizialmente, non avrei dato due lire, volevo barattarlo molto volentieri con il paté di fegato...ma che si è poi rivelata la scoperta della mia vita.. 
Un timballo di riso rosso alla barbabietola racchiuso in foglie di spinaci con un cuore di tuorlo.. 
È' un piatto di una precisione infinita, se sbagli il tuorlo sei fottuto.. Quindi, zia Ines qui devi stare attenta.. 
Finché non lo assaggerete non potrete immaginare il gusto che tutti questi sapori insieme possono scaturire.. 
 Iniziamo? 
Dai iniziamo.. 

Timballo di spinaci con riso rosso e rosso al pepe con fonduta di ricotta e noce moscata.. (X12 pirottini circa) 

500 gr di spinaci 
2 lt di brodo vegetale 
500 gr di riso carnaroli 
70 gr di barbabietola 
100 gr di burro 
100 gr di parmigiano 
200 gr di ricotta vaccina 
200 ml di panna 
Noce moscata 
Sale 
Pepe 

Partiamo.. Mettiamo sul fuoco il brodo vegetale (1 carota, 1 costa di sedano, 1/2 cipolla). 
Puliamo i nostri spinaci togliendone i gambi, laviamoli e scottiamoli per un minuto in acqua bollente. Scoliamoli sotto l'acqua fredda e stendiamoli foglia per foglia sui dei fogli di carta assorbente. 
Rivestiamo i pirottini con le foglie dei nostri spinaci in questo modo 

Frulliamo la barbabietola aggiungendo qualche cucchiaio di brodo. 
Tritiamo mezza cipolla con il mixer e facciamone un soffritto con la metà del burro e aggiungiamo il riso.  
Versiamo il brodo fino a coprire il riso, mescoliamo e aggiungiamo brodo finché non avremo raggiunto la cottura del riso. 
Aggiungiamo la salsa di barbabietola, il parmigiano e mantechiamo con l'altra metà del burro. 
Mettiamo il riso nei pirottini, spalmandolo sulle pareti.
Rompiamo l'uovo, appoggiamo il tuorlo in un cucchiaio, pizzico di sale e pepe, adagiamolo delicatissimamente al centro del pirottino. 
Copriamo con molta delicatezza con dell'altro riso, mi raccomando non fare pressione, perché il tuorlo potrebbe rompersi. Rivestiamo la parte superiore del pirottino con altri spinaci.
Inforniamo per 10 minuti a 180 gradi. 
In una pentola uniamo ricotta e panna, aggiustiamo di sale e noce moscata. 
Stendiamo la crema di ricotta in un piatto e sopra mettiamoci il nostro timballino.